Il caro carburanti “colpisce duramente milioni di partite Iva, artigiani, piccoli commercianti e professionisti che utilizzano quotidianamente l’automobile o un mezzo commerciale per svolgere la propria attività. Il governo intervenga con un credito d’imposta sui costi sostenuti per benzina e gasolio e con incentivi specifici per l’acquisto di veicoli elettrici o a basse emissioni”. Lo dichiara Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi. “Per molte piccole attività il carburante non rappresenta una spesa accessoria, ma un costo indispensabile per lavorare, raggiungere i clienti, effettuare consegne e garantire servizi. L’aumento dei prezzi riduce ulteriormente margini già compressi dall’incremento dei costi energetici, delle materie prime e del credito”, spiega. “Occorre introdurre – prosegue Sciotto – un credito d’imposta semplice, automatico e realmente accessibile, parametrato alle spese documentate per il carburante. Parallelamente, bisogna sostenere il rinnovo dei mezzi attraverso contributi destinati anche alle microimprese e ai lavoratori autonomi, senza procedure burocratiche complesse e con incentivi maggiori per chi sostituisce i veicoli più inquinanti”. “Le partite Iva, gli artigiani, i commercianti e i professionisti costituiscono una parte essenziale del tessuto economico e sociale italiano. Non possiamo abbandonare il ceto produttivo del Paese né lasciare che il caro carburanti si trasformi nell’ennesimo ostacolo alla sopravvivenza delle piccole attività”, conclude il presidente nazionale della Fapi.

Condividi