Il Parlamento ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, aprendo formalmente la strada al ritorno dell’atomo in Italia e scatenando un acceso confronto tra sostenitori dell’industria e oppositori ecologisti. La Federazione autonoma piccole imprese (Fapi) ha salutato la decisione come un presidio strutturale per tutelare i bilanci di famiglie e Pmi dal caro energia. “Finalmente una buona notizia – spiega Gino Sciotto – la riapertura al nucleare è una scelta intelligente e responsabile, che può contribuire a dare risposte strutturali alle difficoltà energetiche che l’Italia affronta da anni. Il Governo e la maggioranza hanno imboccato la strada giusta per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre la vulnerabilità del nostro sistema produttivo alle oscillazioni dei prezzi dell’energia”. Sciotto ha rimarcato la centralità del fattore tariffario: “Per le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, poter contare su energia a costi competitivi significa tutelare produzione, investimenti e occupazione. Il ritorno al nucleare è una scelta strategica di lungo periodo, i cui benefici potranno riflettersi sull’economia nazionale e sui bilanci delle famiglie. Occorre proseguire con serietà, puntando su sicurezza, innovazione e una programmazione chiara: il caro energia frena la crescita e riduce il potere d’acquisto. Affrontarlo significa difendere il futuro del Paese”.

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