“Difendere la libertà associativa dei lavoratori significa difendere la democrazia sindacale. Non può esistere, in un Paese democratico come l’Italia, una lobby che ritenga di essere l’unica autorizzata a rappresentare tutti i lavoratori e tutte le categorie produttive”.

Lo dichiara Mario Serpillo, presidente di AREIL – Alleanza per la Responsabilità Etica, Inclusiva e del Lavoro, la rete che riunisce organizzazioni sindacali e datoriali impegnate nella promozione del lavoro di qualità, della libertà associativa e del pluralismo della rappresentanza, annunciando l’adesione al presidio nazionale promosso dal Comitato Articolo 39 a tutela della libertà sindacale e dei principi costituzionali che regolano la rappresentanza del lavoro.

“Il principio sancito dall’articolo 39 della Costituzione è molto chiaro: l’organizzazione sindacale è libera. Ciò significa che nessuna organizzazione può arrogarsi il diritto di decidere chi abbia titolo a rappresentare lavoratori e imprese e chi invece debba essere escluso dai processi di contrattazione e confronto sociale”.

Secondo Serpillo, il tema della giusta retribuzione e della tutela del lavoro non può trasformarsi in uno strumento per consolidare posizioni dominanti. “Tutti siamo favorevoli al lavoro dignitoso, tutelato e adeguatamente retribuito. Tuttavia non possiamo accettare una narrazione che tende a dividere il mondo della rappresentanza tra soggetti ritenuti legittimi e altri considerati marginali. Questo approccio rischia di favorire una concentrazione del potere rappresentativo a vantaggio di pochi, riducendo il pluralismo che la Costituzione invece tutela”. “AREIL riunisce oggi decine di organizzazioni sindacali e datoriali che operano quotidianamente nei territori e nei luoghi di lavoro. Non intendiamo accettare lezioni da nessuno. Siamo disponibili al confronto e alla collaborazione con tutte le parti sociali, ma chiediamo pari dignità, trasparenza e regole certe per tutti”. Per il presidente di AREIL, eventuali criteri per misurare la rappresentatività devono essere definiti dal Parlamento attraverso norme chiare e verificabili. “La rappresentanza non si autoproclama e non può essere attribuita per consuetudine. Deve essere misurata con criteri oggettivi, trasparenti e uguali per tutti. È una questione di democrazia, di corretto funzionamento delle relazioni industriali e di rispetto della libertà sindacale garantita dalla Costituzione”.

 

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