“Le piccole e medie imprese hanno compreso immediatamente che il ‘Dl liquidità’ non fosse una misura sufficiente ad affrontare la portata della crisi economica generatasi in seguito all’emergenza coronavirus. 25mila euro sono una somma troppo esigua che andava per lo meno raddoppiata per far fronte alla fase di riavvio delle attività ed al pagamento delle tasse”. Lo dichiara, in una nota, Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi, la Federazione autonoma di piccole imprese. “Tante imprese – spiega Sciotto – hanno rinunciato alla possibilità di ricorrere al finanziamento previsto dal Dl Liquidità, soprattutto per le lungaggini burocratiche degli istituti di credito, i quali, nonostante il fondo di garanzia, anche per una sola segnalazione in crif di ritardo pagamento hanno bloccato la richiesta di credito. Alla prova dei fatti, tale misura di liquidità che doveva rappresentare una boccata d’ossigeno per artigiani e commercianti, è stata bocciata”, conclude Sciotto.

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